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PERCHE' ORLANDO

Ovvero la filosofia che contraddistingue le nostre camere...

Il primo motivo è ovviamente il più semplice, è dove ci troviamo.

 

Il nostro casale si trova al centro tra due città molto importanti in Emilia, la prima, Scandiano, che ha dato i natali a Maria Matteo Boiardo, e la seconda Reggio nell’Emilia, che ha dato i natali a Ludovico Ariosto.

 

Il secondo motivo è un po’ più complesso, ovvero ricordare e commemorare un’opera importante come quella dell’ “Orlando innamorato” e poi dell’ “Orlando furioso”.

 

Il tutto inizia dal poema cavalleresco del ‘400 che trova a sua volta origine da quello della Chansons de Geste (Francia XI e XII secolo) che cantava la materia di bretagna. Queste forme prendevano il nome di cantari e, durante il Medioevo, essi restarono una forma di letteratura popolare perché venivano cantati nelle piazze ed avevano genesi e destinazione popolari. Nel corso del Medioevo, venuti meno l’elemento religioso e quello epico, prevalsero elementi fantastici, storie inventate che prendevano libero spunto dalle storie reali.

 

All’origine si trattava di un insieme di testi raggruppabili in tre famiglie: il ciclo bretone (racconta le imprese di re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda e le vicende di Tristano e Isotta), quello carolingio (narra le avventure di Orlando nella guerra di Carlo Magno contro i Mori il cui episodio centrale delle opere è l'eroica morte del paladino Orlando, capo della retroguardia dell'esercito di Carlo Magno, nella gola di Roncisvalle, nei Pirenei, nel 778) e quello classico (rielabora alcune leggende classiche sopravvissute, in forma romanzata, attraverso compilazioni greco-bizantine con protagonisti personaggi come Enea e Alessandro Magno, e ad essere raccontate sono vicende come la guerra di Troia,  anche se non mancano narrazioni di impianto mitologico).

 

Matteo Maria Boiardo (Scandiano (RE) 1441 – 19.12.1494) diede inizio al poema cavalleresco in ottave, Orlando innamorato, nel 1476. Nel 1482 si ebbe la prima edizione incompleta in quanto il duca Ercole I d’Este (marchese di Ferrara, Modena e Reggio) si accorse delle possibili implicazioni propagandistiche che avrebbe potuto avere la sua pubblicazione che finanziò interamente. Vi si cantava infatti anche le gesta del cavalier Ruggiero che la famiglia estense già considerava proprio capostipite.

 

L’ Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo adotta una lingua composita, un emiliano illustre che include espressioni popolari. Il contenuto del poema è però serio: aggrovigliate avventure tradiscono un’evidente nostalgia per un mondo ormai tramontato, interpretato da energici eroi guerrieri. Il poema riproponeva, ai “signori e cavalieri” della corte ferrarese, le avvincenti avventure di Orlando e degli altri paladini muovendosi con grande libertà nella materia dei cantari. Il Boiardo introduce infatti un’eccezionale novità, sottolineata fin dal titolo e dalla prime stanze del poema: Orlando, il prode paladino della fede, è per la prima volta rappresentato in preda a una passione amorosa e l’amore è il tema centrale attorno al quale ruotano le varie vicende.

 

L’autore comunque, anche a causa dei suoi molteplici incarichi politici e governativi, non riuscì a portare a termine il suo capolavoro, che rimase interrotto (pubblicato postumo nel 1495).

 

L’ Orlando Furioso (pubblicato nel 1532, tutti e 46 canti) è l’opera di Ludovico Ariosto (Reggio Emilia 08.09.1474 – Ferrara 06.07.1533) con cui l’autore si propone di continuare la storia incompiuta del Boiardo esattamente da dove si era interrotta. Dell’opera si sono succedute tre edizioni (1516-1521-1532), alcune notizie si hanno però già nel 1507 quando il duca Alfonso I d’Este, per descrivere al fratello Ippolito l’Orlando Furioso, riporta l’attività dell’Ariosto ad una “gionta a lo Innamoramento de Orlando”, il che testimoniano il continuo mutare della stessa sia sotto il profilo formale (da un linguaggio colorito di forme padane e molto vicino all’Orlando Innamorato ad una toscanizzazione frutto di un’adesione ai precetti di una lingua nazionale italiana di Pietro Bembo (1470-1547). Infatti l’Orlando Furioso è la prima opera di un autore non toscano nella quale viene usato il toscano come lingua letteraria nazionale.) sia sotto quello narrativo (alcuni elementi dell’Orlando Furioso sono già presenti nell’Orlando Innamorato, come la dimensione magica e fiabesca, la centralità del tema dell’amore, il gusto per le avventure intricate) i cui temi vanno dalla follia alla magia passando per la guerra, l’eroismo e l’encomio della casa d’Este.

 

Ariosto è considerato il codificatore della favola romanzesca e tra i massimi esponenti del rinascimento estense e rappresenta l’ultimo grande umanista.

LE CAMERE

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ORLANDO

ANGELICA

Tuffati sul letto di Orlando, scoprendo la comodità e la storia dietro il personaggio.

Scopri la camera di Angelica, con i suoi pattern i suoi tessuti e la filosofia del design.

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ASTOLFO

MAGA FALERINA

Nella camera di Astolfo potrai godere delle comodità e di un relax che ti porterà fino alla luna. 

Elementi naturali e tonalità chiare sono la palette della camera di una maga molto vicina alla terra.

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